Wild Forebodings (2002, 10')

for solo marimba. Commissioned and premiered by Greg Giannascoli, Carnegie Weill Hall, NY 2002.

Program Notes

“Wild Forebodings”, for solo marimba, was commissioned by Greg Giannascoli for his Weill Hall debut at Carnegie Hall in June 2002.

The piece is cast in three movements. The first, Ansioso, is fast and virtuosic in character, with rhythmic complexities and a frantic pulse. I wanted something that would enable the performer to display some virtuosity on the instrument. The second movement, Doloroso, is slow, lyrical and melancholic in character; various voices move at the same time, creating rather complex harmonies. The soft dynamics emphasize the beautifully warm wooden timbre of the marimba. A cadenza of a rather free nature leads without interruptions to the final third movement, Ansioso, which is basically a re-working of some ideas of the first movement.

The title comes from the second scene in Sophocles’ “Oedipus Rex”. I often feel that for me, writing music is a way to keep at bay my own “wild forebodings”, and I felt that the dramatic intensity of the words fitted well the character of the piece.

Programma di Sala:

“Wild Forebodings” per marimba sola, e’ stato commissionato da Greg Giannascoli in occasione del suo debutto a Carnegie Hall nel giugno 2002.

Il pezzo e’ strutturato in tre movimenti. Il primo, ansioso, e’ veloce e di carattere virtuosistico, con varie complessita’ ritmiche e una pulsazione frenetica. Il mio intendimento era di mettere in mostra il virtuosismo dell’esecutore. Il secondo movimento, doloroso, e’ lento, con un carattere lirico e melanconico; varie voci si muovono simultaneamente, dando luogo ad armonie abbastanza complesse. Le dinamiche, che si mantengono sempre sul piano, evidenziano il meraviglioso e caldo timbro del legno della marimba. Una cadenza abbastanza libera porta senza interruzioni al terzo movimento, ansioso, che e’ in sostanza una rielaborazione di alcuni elementi del primo movimento.

Il titolo (Presagi Terribili) e’ tratto dalla seconda scena dell’ Edipo Re di Sofocle. A volte mi pare che scrivere musica sia per me un modo per tenere sotto controllo i miei “presagi terribili”, e mi sembrava oltretutto che la drammatica intensita’ delle parole descrivesse bene il carattere del pezzo.